lunedì 28 ottobre 2013

28 ottobre 2013 - Una contabilità segreta e luminosa

Chi è il personaggio importante di questa foto?
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L'avreste mai detto? E' quello di spalle.
E si chiama Vincent Van Gogh.

Di fatto, questa è l'unica immagine certa di Van Gogh adulto che ci sia rimasta.
I suoi bellissimi quadri popolano il nostro immaginario, i musei, le aste e le cronache, ma personalmente l'artista ebbe una vita grama - lo sanno tutti - da sfigato perdente, come diremmo oggi con la corrente terminologia.

Di tanto in tanto mi capita di parlare con un "ragazzo" che ha il box nel mio cortile: dice che, quando può, gli piace riparare le biciclette bisognose in cui gli capita di incappare. Una mano d'olio, una stretta alle viti, e via che va senza dire niente a nessuno, l'Angelo delle biciclette.
A me, ad esempio, ha cambiato una forcella dei freni (in effetti, ha cercato di avvertirmi citofonandomi, solo che io ho il citofono rotto... Però vi assicuro che trovarmi la bici riparata da un giorno all'altro è stato magico!).

E mi chiedo: ma quante volte un disguido ci ha salvato la vita?
Nelle pagine di cronaca si affrettano a riportare notizie del tipo: "Calciatore prende il treno perché ha paura di volare, ma il treno deraglia e il calciatore perisce".
Sarà anche capitato il contrario: un tipo ha la febbre, non prende l'auto per andare al lavoro e non investe il bambino che corre in mezzo alla strada per recuperare il pallone.
Noi, però, non lo sappiamo.

E però ci deve essere una forza nascosta che opera il bene oscuramente, altrimenti il mondo non starebbe insieme. 
E' matematico e inconfutabile. 
Anche il pessimista più convinto non lo può negare.

Dunque, io penso, se un Dio esiste, è un Dio che conosce questa contabilità luminosa, ne regge le fila, e nel considerare ogni minimo dettaglio di bontà e salvezza che a noi passa inosservato fa le fusa ed è contento come un gatto



Buona settimana!

Silvana

21 ottobre 2013 - Paure

Per tutta la mia vita scolastica ho avuto paura dei temi in classe.
Avevo timore di non trovare, tra i vari titoli proposti, neanche uno che mi ispirasse qualcosa da scrivere.
Fino all'ultimo esame scritto di inglese all'università ho avuto questa paura.
E invece, qualcosa da dire l'ho sempre inventato.

Ancora adesso: potrei anche chiedermi "Ma io questo lunedì che cavolo scrivo?".
Invece so che potrei cavarmela, ad esempio, in modo poetico-edificante.
Per dire: vi spedisco una poesia di Borges:

UN'ALTRA POESIA DEI DONI

Ringraziare voglio il divino

labirinto degli effetti e delle cause
per la diversità delle creature
che compongono questo singolare universo,
per la ragione, che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto,
per il viso di Elena e la perseveranza di Ulisse,
per l’amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità,
per il saldo diamante e l’acqua sciolta,
per l’algebra, palazzo dai precisi cristalli,
per le mistiche monete di Angelus Silesius,
per Schopenhauer,
che forse decifrò l’universo,
per lo splendore del fuoco
che nessun essere umano può guardare senza uno stupore antico,
per il mogano, il cedro e il sandalo,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede,
per certe vigilie e giornate del 1955,
per i duri mandriani che nella pianura
aizzano le bestie e l’alba,
per il mattino a Montevideo,
per l’arte dell’amicizia,
per l’ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all’altra.
per quel sogno dell’Islam che abbracciò
mille notti e una notte,
per quell’altro sogno dell’inferno,
della torre del fuoco che purifica,
e delle sfere gloriose,
per Swedenborg,
che conversava con gli angeli per le strade di Londra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in me,
per la lingua che, secoli fa, parlai nella Northumbria,
per la spada e Tarpa dei sassoni,
per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo,
per la musica verbale dell’Inghilterra,
per la musica verbale della Germania,
per l’oro, che sfolgora nei versi,
per l’epico inverno,
per il nome di un libro che non ho letto: Gesta Dei per Francos
per Verlaine, innocente come gli uccelli,
per il prisma di cristallo e il peso d’ottone,
per le strisce della tigre,
per le alte torri di San Francisco e dell’isola di Manhattan
per il mattino nel Texas,
per quel sivigliano che stese l’Epistola Morale
e il cui nome, come egli avrebbe preferito, ignoriamo,
per Seneca e Lucano, di Cordova,
che prima dello spagnolo scrissero
tutta la letteratura spagnola,
per il geometrico e bizzarro gioco degli scacchi,
per la tartaruga di Zenone e la mappa di Royce,
per l’odore medicinale degli eucalipti,
per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
per l’oblio, che annulla o modifica il passato,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l’illusione di un principio
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
o in una vecchia spada,
per Whitman e Francesco d’Assisi, che scrissero già questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all’ultimo verso
e cambia secondo gli uomini,
per Frances Haslam, che chiese perdono ai suoi figli
perché moriva così lentamente,
per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
per due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per la musica, misteriosa forma del tempo.

e vi chiedo: e voi per cosa ringraziereste?
Io, ad esempio, ora come ora ringrazio la moderna farmacologia per l'esistenza del Lexotan, ma tutto dipende dal momento e dallo stato d'animo del singolo.

Oppure, potrei sfangarmela ideologicamente, raccontando che sciopero per qualche giusta causa.
Ad esempio, potrei scioperare contro la pesca del tonno. Tanto il tonno non mi piace, e quando smetto la dieta non ne mangio più.

Potrei anche cercare qualche curioso risvolto etimologico, raccontando che "sciopero" in russo si dice "zabastovka", che deriva dritto dritto dal nostro "basta". E già la mente corre alle prime lotte sindacali, sogna di segreti incontri tra rivoluzionari nostrani e affascinantissimi Majakovskij sotto i ponti della Moscova...
Interessante, vero?

Poi, potrei inviarvi un filmato del famoso film Sciopero! di Ejsenstejn per rendere più interessante la mail e per illustrarvi questa parola russa così bella e italicizzante: zabastovka...


E qui scoprirei che Ejsenstejn, accidenti a lui, il suo film l'ha intitolato col termine STACKA, che è slavissimo.
Tutta la mia struttura crollerebbe, e io tornerei alle mie paure pimeve.

O no?

Buona settimana!

Silvana

14 ottobre 2013 - La soprano grassa

Io non amo il teatro.
Ci provo, ci provo e ci riprovo, ma fondamentalmente a teatro mi annoio moltissimo.

Anche i musical li odio.
Quando gli attori interrompono l'azione per mettersi a cantare - e magari anche a ballare - gli spaccherei la faccia.

Però, stranamente, comincia a piacermi l'opera.
Non ho ancora visto niente a teatro - mi limito a spulciare youtube, o a seguire i programmi di Rai 5, o a prendere i dvd in biblioteca - però sì, l'opera è davvero una forma d'astrazione artistica dalla vita reale (o meglio: della vita reale) che mi tocca.

Così, mi capita di incappare nei luoghi comuni che sono legati al genere.
La soprano grassa, ad esempio. Grassa, e magari in sovrappiù anche tendenzialmente brutta.

E' ridicolo vedere una Violetta sovrappeso? Una Mimì taglia 56 è poco credibile? Una Norma con una cassa di risonanza dal raggio di mezzo metro non può essere scritturata?

Guardate qui


Io Joan Sutherland la vedo perfettamente in ruolo.
Sarà la magia dell'arte e della musica, sarà la forza del talento dirompente di queste cantanti, ma la soprano grassa non la trovo un problema. Anzi, credo che lo spettatore, nel riconoscere l'archetipo del personaggio dietro (o "dentro"?) queste interpreti che in altre discipline verrebbero discriminate perché prive del physique du role, partecipi più attivamente alla rappresentazione e sia più aristotelico, nel senso che deve fare una magia fotissima su se stesso per sospendere l'incredulità - e si diverte di più.

La prova è in questo filmato:


Dopo aver visto Joan Sutherland, la bella e magra Anna Netrebko non appare assolutamente banale? Fastidiosa? Forse addirittura un pochettino - ma solo molto vagamente - volgare?
Allora ho ragione io.

Allora, forse possiamo dire che anche l'arte è come l'amore, che ci fa vedere belle le persone care.

E chi non sa vedere bella la persona che ha accanto (ce n'è, ce n'è, oh se ce n'è) è un emerito fallito.

Buona settimana!

Silvana


P.S.: Nel frattempo, anche Anna Netrebko è ingrassata!
Guardate qui



Chissà se canta meglio... Non me ne intendo abbastanza.
C'è chi dice che la Callas fosse molto molto più brava, prima della cura della tenia.

Bho!

7 ottobre 2013 - Patate come nuvole

La scorsa settimana la mia collega Luigia mi ha regalato una patata stupenda.
Non ho mai avuto una modella così docile:

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Non pensavo che delle patate si potesse ammirare la forma. Trovo che in genere abbiano una natura un po' statica e poco cangiante.

Di preferenza, guardo i fondi del caffè.
Li trovo molto belli. 
In questa particolare tecnica pittorica che mette in atto il Caso, devo dire, preferisco il figurativo all'astratto.
I fondi del caffè sono molto stimolanti. Sollevano numerosissimi quesiti.
Ad esempio, chi sarà questo signore corrucciato? Un poeta tedesco?

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E questa colomba bianca della pace: è più bella o più brutta di quella di Picasso?

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Non trovo che nei fondi del caffè si nasconda la chiave del nostro futuro.
Ieri, ad esempio, nessuno mi ha dedicato una poesia, e nessun piccione mi ha fatto la cacca addosso.
Guardo i fondi del caffè come i bambini guardano le nuvole.
D'ora in poi guarderò allo stesso modo anche le patate.

Chissà che poi, magari, invece, trovarle di una forma bizzarra non ci dica che anche i destini più duri e noiosi, di tanto in tanto, si piegano fino a riservarci delle sorprese...

Buona settimana!

Silvana

30 settembre 2013 - Grande e piccolo

Qualche giorno fa in biblioteca è stata rinvenuta questa macchinina:

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Le macchinine non risvegliano in me sindromi da kidnapper come i peluche, quindi l'ho rimessa nel cassetto degli oggetti smarriti.

Il giorno dopo, è arrivato questo mastodonte a fare dei lavori nel parco:

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e a vederlo mi sono davvero emozionata.
Insomma, forse il termine è esagerato, ma è vero che ho provato la scossa del bambino che ha un modellino nuovo con cui giocare.
Ed è così: più una macchina è grande, e più la vedo piccola e divertente, rimpicciolita in scala 1 a 20 [numeri messi a caso].
Forse i bambini si divertono perché in realtà i modellini li vivono come se fossero grandi.

Forse, allo stesso modo, c'è chi nei bambini vede principalmente gli adulti che saranno.
A me, nelle persone anziane, capita di vedere i bambini che erano.

E così, si può dire che gli opposti convivano nello stesso soggetto, e non perché, ad esempio, chi è piccolo è grande per qualcosa d'altro che è ancora più piccolo, ma perché il grande contiene il piccolo in se stesso, e il vecchio in qualche modo contiene il giovane, e il grasso contiene il magro, e l'idiota contiene il genio, e tutto questo genera delle correnti elettriche tra gli opposti che sono molto interessanti.

Magari sono un po' incomprensibile, ma certamente in qualche modo sono anche molto chiara. E anche noiosa, però al contempo molto interessante.

Ma forse è meglio cantarci su e tanti saluti.
E, naturalmente,  buona settimana.

Silvana






Silvana

23 settembre 2013 - Unità di misurazione della luce

La luce si misura in:

secchiate

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scalini

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intensità del ricordo d'estate

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intensità del rossore della frutta

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fusa

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intensità di preghiere e desideri

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intensità dell'ombra

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decibel



Buona settimana luminosa!


Silvana

16 settembre 2013 - Ancora lui, in uno dei suoi migliori travestimenti

E quale non fu la mia sorpresa, pochi giorni fa, nel sorprendere il nostro Gaglioffo Affascinante a Cagliari, nella chiesa dedicata a Sant'Efisio!

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Ecco che cos'ha combinato prima di fare la fine che sappiamo a Francoforte: se n'è andato in giro per il mondo a prendere per il naso chiunque incontrasse!
Nella capitale sarda, per esempio, da secoli tiene in scacco un'intera cittadinanza: ogni 1 maggio i cagliaritani lo portano in processione, come se fosse un Santo potentissimo, inconsapevoli dell'inganno


Ma secondo un'altra versione, i cagliaritani sanno benissimo di avere a che fare con un Fante di Cuori, ma lo festeggiano lo stesso, perché sono un popolo romantico e appassionato.

Personalmente, non saprei, non ho esperienza.

In ogni caso, buona settimana!


Silvana