lunedì 3 luglio 2017

3 luglio 2017 - Pasta ammiscata

Se lasci qualcosa di incompiuto in una città, magari ritorni. 
Il soldino nella fontana di Trevi.

A Francoforte, arrivando, ho immaginato di fare diversi "servizi fotografici", che però sono rimasti a metà - o anche meno.

Qui ve li propongo, mescolando di tutto un po'.

E dunque:

Angeli

Gli angeli ormai li si vede un po' dappertutto. Di loro si sente continuamente parlare, anche perché la New Age li ha riportati alla ribalta.
A me gli angeli piacciono.
Il giorno della loro festa io faccio il cognomastico.
E poi, spero che continuino a salvarmi, quando sfioro l'incidente in bicicletta.
Grazie, angeli.

Qui a Francoforte li ho trovati nei musei, in fondo alla tazza del caffè, in cima alle colonne d'ingresso dei cimiteri, sulle lapidi, nelle case, sulle porte delle case.
Tenete poi presente che, per me, qualsiasi cosa abbia un paio di ali addosso ha buone possibilità di essere un angelo.








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Faccine

Quando si crea un oggetto, la cosa che viene più naturale fare è proiettarvi se stessi.
In Germania ho notato molto antropomorfismo, sia inconsapevole che voluto. A volte, persino casuale.
Anche le case antiche, a volte, sotto il culmine del tetto mostrano una bella faccina disegnata.
La prossima volta fotograferò di più.





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Metropolitana

La metro di Francoforte non è splendida come quella di Mosca, ma forse proprio per questo sarebbe ancora più interessante scoprirla.
Io l'ho trovata di una trascuratezza molto tedesca. Però è funzionale, veloce. Non manca di un suo fascino razionalista. I tentativi di decorarla, spesso così spicci, possono fare tenerezza.
E poi, ogni tanto risale in superficie, prende una boccata d'aria e si mimetizza coi tram.
Unico neo: è costosissima.











Quando mi avanza un po' di pasta, a casa, la mescolo agli altri formati senza problemi.
Mi piace sentire la differenza nella cottura.
E poi, io non butto via mai niente.

Sehr praktisch.


Buona settimana!


lunedì 26 giugno 2017

26 giugno 2017 - Petto di Pollo

Meglio vivere in un posto bello che in un posto brutto.
Così diceva Monsieur de la Palisse. 
O forse era Catalano, il personaggio televisivo ohimè sempre più lontano nel tempo?


Io vivo in un posto non bello, ma ogni tanto viaggio.
E sono tornata a Francoforte, in questa casa, non solo per le sue affascinanti finestre, ma anche per la Leipziger Strasse - la via dove essa sorge.

Ricordo l'anno scorso, il mio arrivo nei pressi della casa.
Sorgevo dalla metropolitana...
Un amore a prima vista!


Per una volta, mi sono chiesta: Posso io essere così fortunata da abitare in un luogo così bello?

Come tutti gli amori, una qualsiasi spiegazione logica non lo può esaurire.
Di questa strada mi piacciono i negozi.
Se proprio proprio mi annoio, posso sempre uscire di casa e andare a toccacciare i vestiti dell'outlet di Zalando, o a sognare gli acquisti di detersivi filantropi della drogheria DM (che, come mi hanno raccontato, esercita un fascino irresistibile su tutti gli italiani).

​Visto che siamo in Germania, trovi anche centri di vendita più impegnati nel sociale:

Io però con la roba di seconda mano non sono fortunata: una volta a casa, trovo sempre il buco della maledetta tarma ​che mi infetta tutto il guardaroba.
Certo che ad Oxfam mica puoi riportare indietro la merce. Piuttosto, la butti...

Mi piace, come in tutta la Germania, cercare tra gli edifici di recente costruzione quelli che, per un loro luminoso destino, si sono salvati dai bombardamenti dell'ultima guerra.




La bella, storica farmacia Bock

​Mi piace il frisson che mi provoca questo tragico contrasto, dalle radici storiche così violente e complicate.
Mi piace immaginare la vita ottocentesca che qui conducevano i borghesi germanici, o i poeti romantici (ci saranno stati anche loro!), tutti comunque mangiatori di Rindwurst.

Mi piace individuare particolari delle case che io trovo belli.



E gli scorci.



E le curiosità.


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E i negozietti dalle insegne così quotidiane. Le amo.


E i negoziotti dall'aria finto-popolaresca.
Chi compra caffè in questa Roesterei è uno che se ne intende, ne ha consapevolezza, e può spendere un occhio della testa per la tazzulella quotidiana.

Mi piacciono le espressioni degli artisti, e dei presunti tali:


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Mi piacciono i locali, la gente che mangia nei dehors sulla strada

E mi colpisce che qui viva un barbone così simile all'aficionado della zona Affori, dove lavoro: il Petto di Pollo locale


che come il cugino milanese ama mostrarsi, appena può, senza maglietta (da cui il soprannome).

Frequentavo un sadico-narcisista fondamentalmente disadattato che riteneva di poter trovare la felicità solo in posti che non fossero l'Italia. Ed è partito.
Non so se l'iniziativa gli abbia portato qualcosa di buono.

Van Gogh, in effetti, ha cominciato a dipingere "bene" da quando si è spostato nel sud della Francia - in particolare, ad Arles.

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Immagine da Google

Quindi, il luogo dove vivi, se ti piace, ti aiuta a stare meglio.
E forse, se fossi stata Petto di Pollo anch'io, avrei scelto la Leipziger come lui.

Un dubbio però mi arrovella.

Chissà cosa sembra questa stessa via senza il sole dell'estate, senza la gente che la percorre con rilassata frenesia, in quasi ogni ora della giornata.
Di fatto, mi è basta vederla al mattino presto di una domenica un po' grigia per non riconoscerla più.


Insomma: chissà com'è Francoforte, d'inverno.

Buona settimana!


Silvana



lunedì 19 giugno 2017

19 giugno 2017 - Questa finestra

Tutti sanno che Emily Dickinson visse la maggior parte della sua vita chiusa in una stanza.
Qui, scrisse centinaia di poesie di singolare profondità e di valore universale.

Quando io sono arrivata a Francoforte, e mi sono seduta nuovamente alla scrivania della "mia" stanza, sotto una finestra della Marburger Strasse, mi sono sentita un po' come Niki Lauda alla volante della sua Ferrari, prima che sparassero l'inizio della corsa.

Esistono i poveri, al mondo. Esistono i diversamente abili, i sadici, i disonesti. 
Si può fare qualcosa per cambiare questo?
Esistono gli introversi.

Io ho smesso di sentirmi angosciata, qui a Francoforte, quando ho smesso di pensare che le mie vacanze dovevano essere magnifiche, dal punto di vista di una persona che non fossi io.

Seguono alcune foto della mia finestra, delle altre finestre della casa, di quello che si vede dalle finestre.
Le fotografie sono state scattate in diversi momenti della giornata, in svariate condizioni meteorologiche.

Qualche considerazione legata alle finestre:
Le finestre sono gli occhi delle case.
Le finestre erano la televisione della gente, fino a qualche tempo fa.
In quasi ogni finestra tedesca c'è un fiore, in genere un'orchidea.
Un balcone è una finestra tridimensionale.
Gli uccelli sono i primi cittadini del paese delle finestre.
C'è più finestra all'interno delle case che all'esterno.
I grattacieli delle banche hanno troppe finestre.


























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E se non vi è piaciuta questa finestra, potete farvi una bella minestra.


Buona settimana!