lunedì 3 marzo 2014

3 marzo 2014 - Incipit

Quando mi sveglio, al mattino, accendere la televisione è una delle prime cose che faccio.
Molto decadente, lo so.
Però, grazie a questa pessima abitudine, la prima cosa che ho visto stamane è stato il famoso, divertentissimo balletto di Silvana Mangano.



Un ottimo inizio di giornata.

Cosa c'è di più bello degli inizi?

Un bambino è l'inizio di una persona. E non abbiamo niente di più prezioso dei nostri bambini.

Inline image 2

Om è la parola potentissima con cui ha avuto inizio l'universo

Inline image 1

Per decidere se leggere un libro o no, in genere diamo un'occhiata alle prime righe. E le prime righe - quelle su cui in primis l'ispirazione dell'autore si concentra e batte - sono le più promettenti e dense che la mente letterata possa concepire, e diventano patrimonio del sapere collettivo:

Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate. Una magnifica giornata d'estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava.

Tutte le famiglie felici sono simili tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. 

Il verde dell'erba, all'inizio della bella stagione, è di un fulgore violento

Inline image 4

e anche la stagione fredda, al principio dell'autunno, ha il suo fascino.

Inline image 3

E come sono teneri, struggenti, gli inizi delle storie d'amore!
Quante prospettive sembrano aprire, quante nuove potenzialità, che spreco di promesse...
Ti insegnerò le arti marziali, batterò al pc le tue traduzioni per te, ti regalerò l'orecchino d'oro che hai perduto...

E allora questa mail, perché rimanga il più bella possibile, qui la interrompo, e la lascio all'inizio.

Buona settimana!


Silvana

lunedì 24 febbraio 2014

24 febbraio 2014 - Tu chiamale se vuoi emozioni di base

Ieri ho ricevuto questa mail dalla mia amica Simona

Ciao Silvana,
come stai?
Ho bisogno del tuo gusto e talento musicale...
Vorrei abbinare delle musiche/canzoni alle emozioni di base (gioia, paura, rabbia e tristezza) per sollecitare suggestioni/immagini in un gruppetto che seguo; ti viene in mente qualcosa? hai delle idee/titoli/autori da suggerirmi?
Grazie in anticipo.
Stai bene.
Buona domenica, baci Simo

Subito mi sono sentita perduta.
Per tutti noi, immagino, ascoltare musica è un'azione molto immediata, quotidiana. Non ho mai riflettuto sulle emozioni che esprime.
Mi sono resa conto di essere un'ascoltatrice molto poco consapevole.

Ad ogni modo, queste sono state le mie risposte:

"Rabbia"

Ciao!
Non ne so più di altri che ascoltano musica, penso, però faccio quello che posso!

Qui c'è una canzone di rabbia di Kelis




Che dici dei Rolling Stones?


Altro a seguire
Baci, buona domenica

...



Sul dolore: Vivaldi, il lamento di una madre davanti al figlio morto.
Il volto di Cecilia Bartoli è molto espressivo... Forse anche troppo!

Per la gioia: un grande classico


...

Altri sentimenti positivi:

There must be an angel

Verdi

Beethoven

3 diverse reazioni

...dalla stessa situazione di partenza: essere abbandonati/traditi.

Il buon vecchio Cocciante reagisce con rabbia



C. A. Bixio ha scritto una canzoncina allegra e filosofica, interpretata da Jannacci, Pavarotti etc.





Le donne invece in genere stanno malissimo e soffrono dolorosissimamente, e allora ecco Didone sul letto di morte nella composizione più famosa di Purcell  (almeno per me, che sono ignorante). Si è appena avvelenata, o pugnalata, dopo che Enea se n'è andato, e lascia dette delle cose all'amata sorella



Se avrò altre idee ti scrivo ancora.

Ciao!


Musica più o meno popolare


Gioia del carnevale brasiliano.



Dolore: la pietosa storia di Geordie, cantata anche da De Andrè in traduzione.


Dolore politico.
La voce della Carta esalta la componente della sofferenza.

Magari arriveranno altri suggerimenti. Te li girerò.

Ciao!


E dunque, fino ad ora è tutto quello che le ho mandato.
Lo condivido con voi, per un inizio di settimana molto musicale e pieno di sentimenti.

Se avete altre idee, scrivetemi! Girerò i vostri suggerimenti a Simona.

Buona settimana!

Silvana

lunedì 17 febbraio 2014

17 febbraio 2014 - Un corpo e un'anima

Capita, in questi giorni, che in televisione trasmettano spesso questo pezzo:


L'altra sera, nell'occasione, mia sorella mi dice: "Questa canzone mi è sempre piaciuta!".
Mi si è aperto un mondo.
Mi è sembrato di vederla ragazzina mentre la ascolta, sognando. 
E ho capito quanto riveliamo di noi stessi parlando dei nostri gusti musicali.

Se considerate come la musica accompagni le nostre vite in ogni momento, attraverso gli anni, dire "Mi piace questa canzone" vale più di cinque sedute da uno psicoterapeuta. E' efficace più dell'ambientazione di un romanzo di Philip Roth. Segna la nostra appartenenza a gruppi ideali di comunanza storica e geografica più del certificato di nascita.

Il pensiero che un estraneo intravisto per strada, magari dall'aria urfida e sgradevole, si intenerisca ascoltando una certa canzone, lo rende più umano ai miei occhi.

Sentire una canzone che piaceva a un mio caro scomparso mi straccia il cuore.

Per terminare: a me, ad esempio, è sempre piaciuta questa canzone qui:


E a voi, che canzone piace?

Volendo, potete raccontarmelo con un commento sul blog in cui raccolgo queste mail settimanali.
Lo trovate qui:


I commenti potete lasciarli tutti, anche se non avete un'identità google o simili: basta qualificarsi come "anonimo".

Buona settimana!

lunedì 10 febbraio 2014

10 febbraio 2014 - Milla

Qualche giorno fa la mia amica Dorit mi ha mandato questo video



Bella musica! ho pensato. Sembra il Bolero di Ravel, ma il Bolero di Ravel lo abbiamo già sentito un milioncino di volte. Questa, invece, è nuova.

Quanto bisogno abbiamo di cose nuove, nella vita?
A seconda della personalità, comunque: tanto.

Cambiare casa, lavoro, città può risultare molto impegnativo.
Cambiare partner, crudele difficile e azzardato.
In genere, ci si sfoga sulle piccole cose: i vestiti, i bicchieri, la pettinatura. Con la crisi, anche questo sempre meno.

Per farla breve: io oggi ho adottato una gattina nuova:

Inline image 1


Si chiama Milla.
Quando non è spaventata, è molto affettuosa.
Spero che la nostra unione sarà felice.

Sempre oggi, casualmente, ci ha lasciato il micio Tommy.
E' stato un gatto affascinante, buono e simpatico. Ci mancherà molto.

Inline image 2

Ma fortunatamente, quello dei gatti è un mare molto vasto, in cui è sempre facile pescare qualcosa di bello.

Altri tipi di affetti non sono altrettanto rinnovabili.

Buona settimana!

Silvana

lunedì 3 febbraio 2014

3 febbraio 2014 - Penelope

Un paio di mesi fa è nata in me una nuova passione, sorprendente e inaspettata.

L'uncinetto

Inline image 1

Mentre agucchio, non penso - o penso tranquillamente.
Penso le parole una lettera per volta. O... R... A... M... A... N... G... I... O... U... N... A... M.... E... L.... A... Cose così. 
Se dovessi produrre un rumore mentre agucchio, sarebbe come le fusa dei gatti.
Lo trovo incredibilmente rilassante.

Non ho grandi ambizioni. 
Mi piace produrre oggetti lunghi, a schemi ripetitivi - collane e sciarpette, per il momento - con i vecchi filati che recupero a casa di mia madre.
Poi, faccio dono delle mie produzioni alle amiche. 
Dono o dispetto, non saprei dire, ma tant'è: io passo il tempo in modo rilassante, e l'oggetto che produco mi giustifica. 
Nessuno potrebbe dire che io sia una pelandrona. Chi aprisse la bocca per dirlo, io gli caccio dentro una presina per le pentole.

Non ho conoscenti che si dedichino a quest'attività, ma girando per internet ho scoperto che la comunità delle donne filanti è folta e agguerrita.
Persino internazionale.
Se si lancia una ricerca in rete, si ottiene una valanga di risultati:


Una passione internazionale, ma anche eterna, quella dei lavori "femminili": pensate a Penelope, e allo stratagemma che aveva architettato per tener testa ai Proci. 
Tessere la tela era il suo modo per vincere il tempo.

Inline image 2


Ma che cosa è rimasto delle creazioni delle donne, nei secoli?
Le tele, i vestiti e i ricami se anche non le disfano i Proci, si consumano, si dissolvono, marciscono e finiscono in polvere.
Le creazioni degli uomini - ponti, città, miniere, colossei - hanno un carattere di stabilità più accentuato.
Perché, questo?

Inoltre, le autrici di tante belle opere di creatività sono rimaste anonime.
I nomi dei creatori uomini, invece, tendenzialmente rimangono.
Sappiamo chi ha costruito San Pietro.
Sono noti i nomi dei condottieri immortalati nell'arazzo di Bayeux

Inline image 3


ma non i nomi delle ricamatrici.

Lo stesso vale per gli arazzi di Mirò

Inline image 4


e per quelli di Depero:

Inline image 5


E dunque, perché le autrici di tanti bei lavori non sono rimaste nella storia?
Forse perché erano artigiane, e non artiste?
Ma cosa distingue l'artigianato dall'arte?
Forse che l'artigianato ci rilassa, menrte l'arte ci tormenta?

Per sollevarci da tanti dubbi attanaglianti, consiglio di leggere i libri delle pulcette di Beatrice Alemagna.
Sappiamo chi li ha pensati e ricamati, e sono belli, intelligenti e anche un po' magici.


A me, per magia, piacerebbe conoscere almeno tre dei pensieri che sono passati per la mente delle donne venute prima di noi, mentre lavoravano. 
Sorelle e amiche, più che antenate.

Forse questi pensieri erano simili alle stelle del cielo.

Inline image 7


E inoltre: una chicca sarda, che ci permette di scoprire tutto un mondo.
Ma che dico, una chicca?
Un culurgione:



Buona settimana!

Silvana

lunedì 27 gennaio 2014

27 gennaio 2014 - Non è bachelite






Cosa sarebbe il mare senza spuma?
Una distesa infinita d'olio, o di petrolio.
Una gran massa di bachelite trasparente e liquida.
Anonima acqua, senza il sussurro di un frizzo ad accompagnare il movimento, senza lo scoppiettare delle linee candide che disegnano zone di diversa vitalità.

Senza spuma, le onde sarebbero solo un rigonfiamento di materia.
Ma la schiuma del mare esiste. Ed è molto bella!





E dunque, dalla spuma del mare era nata Afrodite, secondo gli antichi Greci.

Inline image 2

Come si apprende da wikipedia ( http://it.wikipedia.org/wiki/Afrodite ), Venere era nata dall'uccisione di Urano da parte di Cronos.
Un tentativo allegorico di fermare l'attimo fuggente?
Di domare l'assoluto?
Di appropriarsi della felicità?
Forse sto divagando senza costrutto... Mica sono Umberto Eco!

Ma Venere è la dea della bellezza e delle arti, questo è sicuro.

Personalmente, la schiuma del mare mi ha sempre fatto pensare alla gioia.
E cos'è la vita, senza gioia?
Niente. Se non si prova nessuna gioia, mai, nella vita, alla lunga si arriva a una decisione drastica e ci si butta sotto un treno della metro - ad esempio.

I diversi modi che escogitiamo per provare gioia ci contraddistinguono come individui.
C'è stato Jack the Ripper. Ma è il rappresentante di una categoria abbastanza minoritaria, per fortuna.

Ci sono le gioie dell'amore, della famiglia, dell'amicizia. Si può gioire del cielo azzurro, di un pettirosso su un ramo...


E se Venere è nata dalla spuma del mare, e se Venere è la patronessa delle arti, come si potrà credere che l'arte non sia gioia?

Beethoven, pare, era un tipo piuttosto arcigno, però a questo proposito ha saputo dire qualcosa di bello (un omaggio ad Abbado en passant, che ha dato certamente tanta gioia a tanta gente).


Il testo è di Schiller.
Schiller-Beethoven: un po' come Battisti-Mogol!

Buona settimana - e tanta gioia!

Silvana


P.S.: E ancora, una canzone d'amore della grande Mina




lunedì 20 gennaio 2014

20 gennaio 2014 - Fotografare con gli occhi

Un vecchio signore dall'aria stropicciata che guarda un mappamondo in una vetrina con l'aria rapita ed entusiasta di un ragazzino di otto anni.

Un ragazzo di colore che, in un laboratorio di pasticceria a vista, con le sue braccia lunghe e nere riempie di ciuffi di panna montata una tavolata infinita di crostatine mignon.

Oppure il paesaggio toscano, quando lo attraversi in automobile, e non puoi fermarti a bordostrada perché la strada è stretta, e un'altra auto ti tallona, e quindi ti perdi le file dei cipressi lungo i campi a scacchi gialli marroni e verdi, e i casolari sopra i poggi, e sopra a tutto le nuvole bianche in mezzo al cielo blu.

O, ad essere precisi, non li perdi, ma restano solo lì, dentro ai tuoi occhi, quando non hai tempo e modo di tirar fuori la macchina fotografica e fermare l'attimo fuggente.
Si dovrebbe poter fotografare con gli occhi.

Altri hanno più successo - sembrerebbe.

Guardate ad esempio questa foto di Moholy-Nagy

Inline image 1

Ecco le 7 di mattina di un Capodanno di 80 anni fa, a New York, immobile sotto una spruzzata di neve, nel silenzio, nel brivido di freddo del panettiere (ma sarà un panettiere?) che ha fatto il suo giro di consegne in bici.
La prima volta che ho visto questa foto ho trattenuto il respiro dallo stupore.

E ho provato lo stesso brivido, moltiplicato per mille o diecimila, quando ho visto questo filmato degli anni '30, sempre di Moholy-Nagy



Il gattino che cammina su un mucchio di immondizie, e adesso non è nemmeno più polvere, e la vecchia pazza che balla davanti agli avventori di un caffè, e la gente vestita di stracci, le luci, le ombre...

Sono questi i veri film dell'orrore: non quelli che si organizzano per sempre intorno a una trama, con inizio svolgimento e finale, ma quelli che ci mostrano persone che non ci sono più, e luce che non illumina più, e posti che non sono più gli stessi: la vita grezza nel suo fluire, quando è già passata, finita, irrecuperabile nonostante le immagini che l'hanno fermata, molto prima che arrivassimo noi, a cercare scintille di senso e di bellezza.

Buona settimana!

Silvana